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30° anniversario della legge 194, aborti diminuiti del 60%

Il 17 maggio del 1981 si tenne nel nostro Paese il referendum per l’abrogazione della legge 194 del 1978. Il provvedimento legislativo, che disciplina le interruzioni volontarie di gravidanza (IVG), fu  approvato dopo un lungo iter parlamentare e un aspro scontro politico. Il 68% degli italiani scelse il “no”, confermando la normativa vigente. Quest’anno si celebra il trentesimo anniversario di quella storica data, da allora il numero di aborti volontari è diminuito di circa il 60%.
La legge 194
Il testo del provvedimento legislativo prevede che:
•    la richiesta di IVG venga posta personalmente dalla donna che deve spiegare le ragioni della sua scelta. Nel caso di una minorenne è necessaria l’autorizzazione dei genitori o di chi esercita la tutela o la potestà.
•    dopo aver fatto domanda di IVG la legge prevede un periodo di riflessione obbligatorio di almeno una settimana, durante il quale la donna ha la possibilità di esaminare la sua scelta, da sola o con il supporto di familiari o di operatori socio-sanitari del consultorio a cui si è rivolta.
•    l’aborto deve avvenire entro i primi 90 giorni di gravidanza, dopo che questa è stata accertata da un ginecologo.
•    dopo tale termine, l’interruzione volontaria di gravidanza può essere eseguita per altri 180 giorni, solo se sono presenti condizioni fisiche o psichiche gravi, accertati dal medico e da specialisti (aborto terapeutico).

La Relazione 2010 sull’applicazione della legge 194 del Ministero della Sanità ha confermato il sempre minor ricorso all’IGV: nel 2009 i casi complessivi sono stati 116.933, ovvero il 3,6% in meno rispetto al 2008. Quasi la metà delle interruzioni è praticata su donne che lavorano regolarmente, solo 11,9% degli aborti fra italiane sono eseguiti da donne disoccupate o in cerca di lavoro. In Italia settentrionale si registra il maggior numero di aborti, 56.148 interventi nel 2008, nella sola regione Lombardia ci sono il 20 % delle IVG (20.567 questa regione detiene il record nazionale). Il 91.9% degli aborti è effettuato in strutture sanitarie pubbliche, solo 8.1% degli interventi avviene in cliniche private.

L’IVG tra le giovani

Il 43.3% degli aborti in Italia (51.195) è compiuto da donne di età compresa tra i 25 e i 35 anni. Nel 2008, 296 aborti (lo 0,3 %) sono stati eseguiti da ragazze under 15, la cifra cresce nelle teenager tra i 15 e i 19 anni con 10.079 IVG, equivalenti al 8,5 %. Secondo il Ministero, fra i motivi che hanno contribuito al minor ricorso all’aborto vi sono la diffusione e la facile reperibilità dei metodi anticoncezionali, la possibilità di ricorrere alla contraccezione di emergenza, il ruolo importante svolto dai consultori, le campagne educazionali volte a rendere responsabili i comportamenti sessuali dei più giovani.

Per evitare che una ragazza debba trovarsi di fronte a una scelta difficile e dolorosa come l’aborto, la prevenzione migliore si chiama contraccezione. Il metodo più efficace e sicuro per evitare gravidanze indesiderate è la pillola,  la quale garantisce una sicurezza contraccettiva vicina al 100%.